Chiesa Madre - Chiesa Madre Naro

 Chiesa Madre - S. Francesco - S. Agostino
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Chiesa Madre

La Storia
 
La chiesa e l'annesso convento dei Gesuiti vennero fondati a partire dal 1619 ad opera di Padre Gaspare Paraninfo della Compagnia di Gesù, il quale ottenne i fondi per la costruzione dal nobile narese  Antonio Lucchesi. I lavori furono ultimati in tre anni. La chiesa venne ampliata e completata nel 1702, mentre sono del 1734 gli stucchi che ne adornano la parte interna. Agli inizi del XX secolo la chiesa venne privata dei due ingressi laterali, sostituiti da due piccole finestre e sempre del secolo scorso è il campanile, il rifacimento della facciata è opera di Francesco Valenti che la divise in due ordini mantenendo l'antico portale d'ingresso. Durante il primo secolo e mezzo il collegio visse un periodo di grande splendore grazie alle cospicue donazioni delle famiglie Gaetani e Lucchesi ed alle rendite provenienti dai grandi possedimenti terrieri superiori alle 50 salme. I gesuiti fondarono una importante scuola per avviare i giovani, provenienti anche da altre città, agli studi universitari di teologia, grammatica, retorica e filosofia con una folta schiera di letterati tanto da venire paragonata per importanza all'unica università allora esistente in Sicilia, quella di Catania. Nel 1767 i gesuiti vennero espulsi dal Regno di Sicilia in virtù del cosiddetto patto di famiglia delle dinastie borboniche regnati in Europa. Nel 1785 la chiesa e il collegio vennero assegnati alle monache benedettine della S.S. Annunziata. I gesuiti in seguito tornarono a Naro per esserne definitivamente espulsi dopo la conquista piemontese, la scuola venne chiusa nel 1863 per ordine del Ministero della pubblica istruzione del Regno d'Italia. Nel 1867 la chiesa divenne matrice poiché qui si trasferì la collegiata del vecchio Duomo che, chiuso al culto per inagibilità, di lì a poco crollò. Molte delle opere e degli arredi della chiesa sono pertanto provenienti dal Duomo e fra queste anche il coro e la sacrestia. Il collegio non fu mai definitivamente completato ed è in parte crollato ed in parte stato abbattuto per far posto ad un recente plesso scolastico; attualmente ospita la ragioneria.
La chiesa è ad impianto longitudinale a tre navate con transetto ed ha una finta cupola all'incrocio fra il transetto e la navata principale.[1] Al suo interno sono conservate diverse opere, per la maggior parte provenienti dal Duomo normanno, fra queste le più rilevanti sono:
  • La madonna della catena, scultura di Antonello e Giacomo Gagini del 1543;
  • L'Annunciazione, olio su tela di Domenico Provenzani del 1780;
  • La sagrestia ed il coro, arredi lignei di Gabriele Terranova e Giacomo Cardilicchia della prima metà del XVIII secolo;
  • Un fonte battesimale di Nardo da Crapanzano del 1484;
  • Una Madonna col Bambino detta della Pace, di bottega gaginesca del secolo XVI;
  • Un Crocifisso nell'atto di spirare di Padre Domenico Di Miceli.
 
 
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